Furono gli impressionisti a riscoprire la pittura giapponese, con la rappresentazione piatta e il colore senza chiaroscuri. E il tramite fu la neve, tema prediletto della scuola parigina, che ricercò le incessanti variazioni cromatiche degli «effets de neige».
Tra le carte di Monet era custodita una copia dell’immagine di Nella neve a Tsukahara nella provincia di Sado di uno straordinario pittore come Utagawa Kuniyoshi.
La moda della japonnerie esplose inarrestabile e portò alle grandi mostre degli anni Sessanta dell’Ottocento a Londra e a Parigi. Il blu trascolorante del mare, la spolverata dei fiocchi che scendono con il loro puntinismo inesorabile, l’impressione di freddo e di desolazione che emanano dai quadri e dalle xilografie dei maestri giapponesi, comunicano un inedito senso mistico, che invita alla meditazione.
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