Ladakh: il Grande Himalaya indiano - Partenza 31 Luglio

Viaggio in Ladakh tra valli incontaminate e antichi monasteri buddisti con un Leica Ambassador come compagno di viaggio

Definire semplicemente il Ladakh il “Piccolo Tibet”, come siamo soliti fare, può indurre in errore alcuni interlocutori. Il Ladakh, per tutto il mondo è la “terra degli alti passi”, e porta con sé una storia millenaria e paesaggi unici che hanno affascinato i viaggiatori di ogni dove. Fu abitato da numerose etnie: i Balti di origine centro asiatica; i Dardi che ancor oggi abitano alcune valli impenetrabili; i Bon di origine Aria esponenti della religione preesistente al buddismo; e infine un popolo di nomadi, i Khampa, che pascolava yak nelle verdi oasi d’alta quota lungo le valli laterali dell’Indo. Attualmente la popolazione ladakha conta una maggioranza di buddisti e una grande comunità islamica rappresentata dai numerosi kashmiri che vivono e lavorano nella città di Leh. Gli alti passi del Ladakh furono al centro della via che portava i pellegrini alla sacra montagna Kailash in Tibet. 

Cenni storici

A partire dal VII – VIII secolo d.C. in Ladakh, come in Tibet, si diffuse la filosofia buddista, importata da pellegrini e maestri buddisti dall’India settentrionale. Scuole diverse si avvicendano alla guida della filosofia buddista anche se tutte si distinguono tra loro solo nella pratica che adottano per raggiungere la via della salvezza, il nirvana, e non nella filosofia. La scuola Hinayana o del piccolo veicolo, considera il raggiungimento del Nirvana come un percorso individuale che comporta una vita ascetica e di meditazione profonda; la scuola detta Mahayana, la dottrina del grande veicolo, considera il percorso verso il Nirvana un’evoluzione dell’umanità intera in grado di abbracciare tutti gli esseri umani. Ma fu una terza scuola, la Vajrayana, che trovò sull’Himalaya il posto predominante. Il Vajrayana o dottrina del veicolo di Diamante, si basa su formule magiche (mantra), su cerimonie magiche (tantra), e sul culto di divinità femminili (tara) necessarie figure dispensatrici di vita e madri degli stessi dei. In nome della dottrina buddista, in Ladakh, a partire dall’VIII secolo furono edificati palazzi e fortezze e non ultimi i monasteri che ospitarono un crescente numero di monaci. A partire dall’XI secolo una nuova ondata di maestri buddisti indiani, rifondò e alimentò nuovamente il culto buddista gettando le basi per una solida teocrazia che di lì a poco avrebbe preso il potere su tutto il Tibet e di conseguenza sul Ladakh. I re della dinastia locale Namgyal, seppur legati al Tibet, ebbero sempre un grande controllo sul territorio e garantirono al Ladakh autonomia e indipendenza, favorendo direttamente la diffusione del buddismo e la costruzione di grandi monasteri come Hemis, Tiksey e Stakna. A partire dal XIV secolo la scuola Gelugpa dei “berretti gialli”, si instaura in Tibet per opera del grande maestro Tzonkapa che riforma l’ordine monastico tibetano e fonda la dinastia dei Dalai Lama, ancora oggi considerata la scuola predominante in tutto il Tibet e in tutti i Paesi di cultura buddista dell’Himalaya. Nel XVII secolo il piccolo regno del Ladakh si trovò sotto la minaccia di armate mongole e tibetane e richiese l’aiuto al governatore del Kashmir, il quale, come contropartita, pretese un insediamento Moghul nella città di Leh. L’influenza kashmira sul Piccolo Tibet crebbe nei secoli successivi e nel 1846, il Ladakh, fu annesso al regno del Kashmir. Solo dal 1955 il Ladakh gode di uno statuto di regione autonoma all’interno dello stato di Jammu e Kashmir. Per via della sua posizione strategica sull’Himalaya occidentale, nel 1962 il Ladakh venne preso di mira dalla Cina; il governo indiano reagì ammassando truppe lungo il confine himalayano e dopo pochi colpi di artiglieria tra cinesi e indiani la zona divenne un avamposto di notevole importanza militare. L’ultimo re della dinastia Namgyal, Kunsang, è morto nel 1974 ma i discendenti della famiglia reale godono, ancor oggi, di grande considerazione da parte del popolo ladakho.

A chi è rivolto il programma di viaggio

E’ un itinerario completo, dedicato a appassionati di viaggi o di fotografia e rivolto a tutti coloro che vogliono scoprire il Ladakh e ammirarne i paesaggi, la cultura, il folkrore e le tradizioni. Tra incontri inaspettati, scenari suggestivi e alcuni dei valichi più alti al mondo, ci sarà modo di socializzare, stupirsi e soprattutto fotografare. Sarà anche possibile migliorare le proprie competenze grazie ai consigli di Simone Bassani, fotografo professionista e consulente nel settore dell’immagine digitale, che collabora con Leica Camera da oltre 10 anni. Leica Ambassador e docente della Leica Akademie Italy sarà a disposizione per fornire consigli e condividere le esperienze personali durante il viaggio avendo già sviluppato parte del suo reportage a lungo termine in queste aree. In definitiva un viaggio dedicato a tutti coloro che vogliono scoprire questo territorio meraviglioso. 

Breve dettaglio del viaggio

In questo viaggio si avrà l’occasione di assistere all’importante festival nel Monastero di Sani, il più antico della regione. E’ un’importante celebrazione religiosa in cui viene evocata la presenza di Naropa con le danze dei lama e l’esposizione della veneratissima statua del maestro. Si visiteranno i monasteri principali, fra i quali il monastero-fortezza di Alchi, patrimonio dell’UNESCO. Si proseguirà per la più isolata Valle dello Zanskar, dove la tradizione buddista è rimasta intatta, la valle di Nubra, il Lago Pangong e molto altro ancora. Un viaggio in una terra remota e suggestiva che ha affascinato grandi studiosi, esploratori e fotografi quali Ippolito Desideri, Sir Alexander Cunningham, Filippo De Filippi, Heinrich Harrer, Michel Peissel e Olivier Föllmi, divenuta un'icona indiana grazie al film “3 Idiots”. Simile al Tibet per la storia millenaria che condivide, unisce popolazioni differenti tra loro che esprimono il sorriso e la serenità di un popolo che da secoli è abituato a vivere tra impervie montagne e valli desertiche.

Quote individuali di partecipazione con compagno di viaggio un fotografo Leica Ambassador

6 partecipanti € 3.620,00
9 partecipanti € 3.350,00
Suppl. camera singola € 790,00
Tasse aeroportuali Lufthansa (da riconfermare all’emissione) € 440,00
Visto d’ingresso in India € 85,00
Assicurazione bagaglio-sanitaria-annullamento € 140,00
Partenza da altre città italiane con pernottamento a Milano la notte del 29 Luglio Su richiesta

Quote di partecipazione: Le quote di partecipazione pubblicate sono espresse in Euro e intese per persona e sono state calcolate in base al cambio valutario: 1 Euro = 1,10 USD.

Le quote di partecipazione includono

  • Voli di linea Lufthansa da Milano Malpensa a Delhi e ritorno in classe economica
  • Voli interni da Delhi a Leh e da Leh a Delhi, in classe economica
  • Franchigia bagaglio in stiva di 23 kg sui voli internazionali e di 20 kg sui voli interni indiani
  • Tutti i trasferimenti privati con vetture Toyota Innova in Ladakh (3 pax + autista per ogni mezzo) e con mezzo privato a Delhi
  • Pernottamento in hotel 4 stelle a Delhi
  • Pernottamento in hotel Classe A (indicativamente 3 stelle) tra i migliori disponibili a Leh
  • Pernottamenti in campi tendati fissi basic in Ladakh, come indicato in programma
  • Trattamento di pensione completa durante tutto il tour in Ladakh
  • Trattamento di pernottamento e prima colazione a Delhi
  • Visite ed escursioni compresi gli ingressi, come indicato in programma
  • Guida ladakha parlante inglese durante tutto il viaggio in Ladakh
  • Permesso per la Nubra Valley e per Pangong
  • Compagno di viaggio un Leica Ambassador e docente della Leica Akademie che potrà fornire consigli sulla realizzazione delle immagini
  • Guida “India del Nord” (una per camera) e kit da viaggio
  • Assicurazione “Viaggi Rischio Zero”

Le quote di partecipazione non includono

  • Tutte le tasse aeroportuali (circa € 440, da riconfermare all’emissione del biglietto aereo)
  • Visto d’ingresso in India
  • € 85
  • Assicurazione medico bagaglio e annullamento
  • € 140
  • Tasse di ingresso per macchine fotografiche e videocamere
  • Early check in (prima delle ore 14.00) e late check out (dopo le ore 12.00) negli alberghi, eccetto dove altrimenti specificato
  • Escursioni e visite facoltative, non previste in programma
  • Pasti non previsti in programma, menù à la carte, bevande, mance, facchinaggi, extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato.

1° Giorno - lunedì 31 luglio - Trasferimento intercontinentale Milano-Delhi con scalo a Francoforte

Ritrovo dei Signori partecipanti all’aeroporto di Milano Linate alle ore 7.00 per un breve brief prima della partenza con i responsabili della Leica Akademie.
A seguire disbrigo delle formalità d’imbarco e registrazione dei bagagli fino a Delhi.
Partenza con volo di linea Lufthansa LH271 delle ore 10.30 per Francoforte.
Arrivo alle ore 11.45 e coincidenza alle ore 13,45 con Airbus A380-800 volo Lufthansa LH760 per Delhi. Arrivo nella capitale dell’India alle 00,50 (del 1° agosto), disbrigo individuale delle formalità d’ingresso nel Paese incontro con la nostra organizzazione locale fuori dagli arrivi internazionali. Sistemazione in Hotel nei pressi dell’aeroporto, per riposarsi e rinfrescarsi prima di un nuovo trasferimento in aeroporto al mattino presto.

2° Giorno - martedì 01 agosto - Trasferimento nazionale Delhi - Leh e visita della città di Leh

L’arrivo all’aeroporto di Leh è un’esperienza unica, l’atterraggio avviene sulla pista a 3500 metri di altitudine dopo essere passati a breve distanza dal monastero di Spituk. Incontro con l’organizzazione locale, trasferimento e sistemazione in hotel. Dopo un breve brief per pianificare la giornata e valutare eventuali esigenze personali vi sarà tempo a disposizione per l’acclimamento e un primo contatto con la cittadina di Leh.
Nel pomeriggio, compatibilmente con l’acclimatamento, si svolgeranno le visite del Namgyal Tsemo Gompa e del Palazzo Reale di Leh, rientrando dal centro/mercato/bazaar della città.
Pensione completa.

3° Giorno - mercoledì 02 agosto - Leh - Alchi - Likir - Nurla

All’alba trasferimento alla Valle di Nurla. Visita del villaggio e del monastero - fortezza di Alchi.
Il monastero è uno dei monumenti più importanti di tutta l’arte himalayana e conserva tesori del valore inestimabile.
Costruito su un’ansa dell’Indo, si differenzia dall’architettura classica di tutti i monasteri perché sorge in piano e non arroccato su una collina. Per via della sua posizione al centro di estesi campi d’orzo, in un villaggio animato da traffici e commerci, è uno dei monasteri più affascinanti del Ladakh; ma soprattutto Alchi è famoso per i bei dipinti murali e per le sculture lignee dipinte che ne fanno uno dei monasteri più importanti per la storia dell’arte buddista di tutta l’India.
Il complesso monastico fu fondato nell’XI secolo e risente dell’influenza di artisti indiani sia nella sua pianta architettonica che nei suoi decori. All’interno delle mura ci sono cinque templi tra cui spicca il Sumtsek o tempio a tre piani.
Questo edificio, costruito in argilla cruda e legno, con fondamenta di pietra, colonne, architravi e finestre in legno, riprende il classico stile tibetano, mentre le lavorazioni, le decorazioni leonine e gli intagli del legno sulla facciata, sono di scuola kashmira.
Seguirà la visita al monastero di Likir, fondato nell’XI secolo e ricostruito nel 1605, quando il lama Drupwang Chodge, al tempo in cui le grandi carovane attraversavano il Ladakh, ricevette dal Re Lhachen Gyalpo un’area per costruire un luogo di preghiera.
Il monastero, che ricorda il Potala di Lhasa, ospita circa cento monaci e nelle sue sale sono custodite belle statue di Buddha Sakyamuni, Maitreja e del maestro tibetano Tzonkapa.
Pensione completa.

4° Giorno - giovedì 03 agosto - Nurla - Temisgham - Tia - Kargil

In prima mattina partenza per Kargil.
Si costeggia il lato nord del fiume e con una piccola deviazione si raggiunge Temisgham. Breve visita del Monastero e proseguimento per il villaggio di Tia, uno dei più affascinanti del Ladakh con antiche case collegate, recinti e tunnel. Visita del convento, l’unico monastero nel Ladakh dove è possibile capire il ruolo delle donne nel buddismo. Un piccolo gruppo di suore vive qui e passano il loro tempo dedicandosi a studi religiosi. Proseguimento per Kargil, seconda città ladakha, fino al 1947 importante località commerciale che collegava il Ladakh con il Pakistan. Gli interminabili problemi politici del Kashmir hanno ridotto drasticamente il flusso turistico in questa località.
Kargil, ad un’altitudine di 2750 metri sulle rive del fiume Suru, nell’omonima valle, abitata maggiormente da musulmani sciiti.
Pensione completa.

5° Giorno - venerdì 04 agosto - Kargil - Rangdum

Intera giornata di trasferimento per raggiungere Rangdum.
La strada procede verso sud-ovest seguendo la valle del fiume Suru, un paradiso di vegetazione e di acqua che scorre impetuosa nel fiume e nei canali d’irrigazione. Salendo la strada di montagna si incontrano piccoli villaggi, pugni di case di mattoni di fango nascoste tra campi di grano e boschetti di pioppi. La valle si allarga poi inaspettatamente, si possono così ammirare le vette dei monti gemelli Nun (7135 m) e Kun (7087) del Nun-Kun.
Arrivo a Padum, un tempo capitale ora è la sede amministrativa dello Zanskar.
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6° Giorno - sabato 05 agosto - Rangdum - Padum

In mattinata partenza per raggiungere la città di Padum, un tempo capitale ora è la sede amministrativa dello Zanskar.
Superato il Pensi La (4400 metri), si entra nella valle dello Zanskar. Lungo il percorso visita allo spettacolare monastero di Zongkhul costruito intorno a due grotte. La leggenda vuole siano state il luogo di meditazione del maestro Naropa, autore di una delle guide esoteriche principali utilizzate ancora oggi dagli yogi tibetani. Le pareti delle grotte conservano antichi dipinti attribuiti a Zadpa Dorje, celebre pittore dello Zanskar nel XVIII secolo.
Pensione completa.

7° Giorno - domenica 06 agosto - Padum: Sani Festival e Lhabrang

In prima mattinata trasferimento a Sani per assistere alle rappresentazioni sacre del Naro Nasjal, importante celebrazione religiosa in cui viene evocata la presenza di Naropa con le danze dei lama (Cham) in un tripudio di colori.
Visita del monastero di Sani, con il chorten che risale ai tempi dell'imperatore Kanishka.
Nel pomeriggio partenza per Lhabrang per la visita del tempio le cui pareti sono decorate ancora con gli affreschi datati oltre 300 anni.
Pensione completa.

8° Giorno - lunedì 07 agosto - Padum: Sani Festival e Karsha

In prima mattinata trasferimento a Sani per assistere alle rappresentazioni sacre del Naro Nasjal, importante celebrazione religiosa in cui viene evocata la presenza di Naropa con le danze dei lama (Cham) in un tripudio di colori.
Visita del monastero di Sani, con il chorten che risale ai tempi dell'imperatore Kanishka.
Nel pomeriggio partenza per Karsha, un villaggio ricco di alberi e coltivazioni. Visita del grande monastero Gelugpa dello Zanskar del XII secolo, fondato da Pagpa Sherap ed oggi abitato da più di 150 monaci.
Pensione completa.

9° Giorno - martedì 08 agosto - Padum - Kargil

Intera giornata di trasferimento, ripercorrendo la strada dell’andata, fino a raggiungere Kargil.
Pensione completa.

10° Giorno - mercoledì 09 agosto - Kargil - Mulbeck - Lamayuru - Nurla

La prima tappa è il monastero di Mulbeck, con un’enorme statua raffigurante il Buddha Maitreya (il Buddha del futuro), alta 8 metri e scolpita nella roccia verso il 700 d.C.. Oltrepassato il Fatu-la con i suoi 4180 metri di altitudine si scende nella vallata fino a Lamayuru.
Visita di uno dei Gompa più famosi, grazie alla sua spettacolare posizione: arroccato in cima ad un picco consumato dall’erosione. Il complesso monastico edificato nell’11° secolo è sede dell’ordine Kagyupa, anche conosciuti come “i berretti rossi”. Proseguimento fino alla Valle di Nurla.
Arrivo in serata, sistemazione in Hotel.
Pensione completa.

11° Giorno - giovedì 10 agosto - Nurla - Rizong - Phyang - Spituk - Leh

Partenza per la visita del Monastero di Rinzong, di ordine Gelugpa è stato fondato nel 1831 da Lama Tsultim Nima e vi risiedono una quarantina di monaci. Da qui si ha una vista spettacolare sulle montagne innevate e sui ghiacci al di là della stretta valle. Questo monastero, anche definito “paradiso per la meditazione”, è stato rifugio e dimora di tanti eremiti in questi secoli. Il Gompa ha due sale principali con raffigurazioni di Sakhyamuni. Si prosegue con la visita del monastero femminile di Jelichun dove vivono una ventina di monache. Il monastero è decisamente umile e spartano, le monache si occupano di svariate attività quali l’estrazione dell’olio dai noccioli di albicocca, la mungitura e solo le più giovani e brillanti studentesse sono destinate allo studio della filosofia Tibetana e all’iniziazione alla meditazione.
Proseguimento per il Monastero di Phyang, meno conosciuto, anch’esso arroccato è stato fondato nel 1515. Possibilità di visitare solo due sale senza poter scattare fotografie.
Prima di raggiungere la città di Leh, ci si ferma al Monastero che ne sovrasta l’aeroporto e la vallata: Spituk. Arroccato su uno sperone di roccia, il monastero dell’ordine Gelugpa, è stato costruito nell’undicesimo secolo e fondato da Od-de; il suo nome significa “esemplare” e deriva dal fatto che Rinchen Zangpo disse che in questo luogo si sarebbe sviluppata una esemplare comunità religiosa. Ha tre cappelle principali e contiene numerosi preziosi Tangka, immagini di Tsongkhapa e Amitaba.
Arrivo in Hotel a Leh e sistemazione nelle camere riservate.
Pensione completa.

12° Giorno - venerdì 11 agosto - Leh - Chemray - Pangong

Partenza per raggiungere il Lago Pangong, il più grande della catena himalayana.
 Lungo il percorso, dopo aver sorpassato il posto di controllo di Karu, visita allo spettacolare Chemrey Gompa fondato dal Lama Tagsang Raschen nel 1664. Il monastero appartiene all’Ordine Drugpa e serve come residenza di circa 20 monaci e una decina di novizi.
Camminando si raggiungere la sommità del complesso principale dove si trova un’immagine dorata di Padmasambhava alta 3 metri e tempestata di turchesi.
Il monastero vanta anche una preziosa collezione di scritture, con pagine di titolo in argento e il testo in lettere d’oro. Proseguimento del viaggio e sosta al passo Changla per prendere un tè caldo. Arrivo al Lago Pangong e sistemazione in campo tendato fisso (bagni in comune). Situato ad una quota di circa 4250 metri il lago si estende al confine tra India e Cina (i due terzi della lunghezza del lago sono in Tibet). In inverno ghiaccia completamente, nonostante sia un lago salato.
Pensione completa.

13° Giorno - sabato 12 agosto - Pangong - Wari La - Tangyar - Valle di Nubra

Il Paesaggio è veramente immenso: oltre agli yak e altri greggi la regione, che è stata dichiarata riserva naturale, ospita molti animali selvatici, dalle marmotte alle aquile, e con un po’ di fortuna si possono anche avvistare i Kyang, i cavalli selvaggi dell’altopiano. Gli abitanti dei villaggi sono caratteristici: indossano lunghe Pashima di lana di yak e camminano per le strade con le loro numerose mandrie di pecore.Le acque del lago sono ricche di salsedine e quindi non c’è presenza di micro-vegetazione. Non ci sono pesci o altre forme di vita nel lago, ad eccezione di alcuni piccoli crostacei e alcune specie di erbe perenni che crescono nelle paludi intorno.
Per raggiungere la Valle di Nubra (circa 8 ore) si deve attraversare il Wari La (posto a 5.312 metri) per poi discendere fino ai pascoli dei villaggi di Digar, Tangyar e Agyam.
Arrivo in serata a Hundar e sistemazione in campo tendato fisso (3000 mt).
Pensione completa.

14° Giorno - domenica 13 agosto - Puja di Diskit - Kardung La - Shey - Stok - Leh

Al mattino sarà possibile assostere alla Puja nel Monastero di Diskit. Il monastero più vecchio e il più grande della Nubra Valley. Dell’ordine Gelupa, dei berretti gialli, lo stesso del Dalai Lama, e si presenta come una fortezza arroccata sulla montagna. Ultimamente il monastero è diventato ancora più famoso nel 2010 per la costruzione e inaugurazione da parte del Dalai Lama di un'enorme statua del Buddha del Fututo Maitreya che si vede a molti km di distanza, anche dal deserto in quota di Hunder.
Per rientrare a Leh si attraversa il Kardung La (5.359 m s.l.m.) per poi proseguire verso est per raggiungere la cittadina di Shey.
Fondato nell’XI e ampliato nel XVI secolo, Shey ospita la statua più grande del Ladakh fatta costruire dal figlio del re Singe Namgyal. Si tratta di un Buddha Maitreja, buddha del futuro, seduto all’occidentale (mentre gli altri Buddha sono nella posizione del fiore di loto con le gambe incrociate). La statua, alta 12 metri, è interamente placcata in oro.
Prima di rientrare a Leh, sosta per la visita del Palazzo di Stok.
Se volete scoprire la storia del Ladakh, una vista al palazzo reale di Stok è in grado di regalarvi emozioni di viaggio assolutamente uniche.
Costruito alla fine del ‘700 da re Tsepal Tondup Namgyal, il palazzo venne abbandonato pochi anni dopo. Divenne nuovamente dimora ufficiale della casa reale nel 1842, in seguito all’invasione del Ladakh da parte dell’esercito del Jammu condotto da Zorawar Singh.palazzo di Stok, Ladakh. Ancora oggi i discendenti della famiglia reale vivono all’interno del palazzo di Stok, per la precisione all’ultimo dei quattro piani dell’edificio, dove conducono una vita appartata e lontana dai fasti del passato. Recentemente ristrutturato, il palazzo ospita un bellissimo museo al piano terra dove è possibile ammirare un pezzo di storia del Ladakh: dipinti, statue, immagini religiose, fotografie e ricordi della casa reale compresa l’antica corona della regina. Il palazzo è anche il luogo ideale per ammirare l’alba e il tramonto dalla grande terrazza presente al piano superiore, che offre una vista impagabile sulla catena montuosa dello Zanskar.
Arrivo in Hotel a Leh e sistemazione nelle camere riservate.
Pensione completa.

15° Giorno - lunedì 14 agosto - Leh: escursioni Puja di Thiksey - Matho - Hemis

All’alba trasferimento al monastero di Thiksey per la Puja del mattino (ore 6.00).
Si tratta di uno dei gompa più grandi del Ladakh, edificato su una collina rocciosa che domina il villaggio sottostante abitato in prevalenza da monaci.
Fu direttamente Tzonkapa, il riformatore, a profetizzare che in questo punto della valle, sarebbe sorto un importante monastero, e fu un suo discepolo a fondarlo nel XIV secolo.
Si può arrivare al monastero da una strada asfaltata che sale dolcemente fino alle porte principali, oppure attraversare a piedi il villaggio fatto di case, passaggi e scalette ripide che ci portano sulla collina. Attualmente è uno dei monasteri più frequentati e più attivi che ospita oltre 100 monaci della scuola dei “berretti gialli”
Oltrepassando il fiume Indo, proseguimento per il monastero di Matho, addossato alla catena del monte Stok che dall’alto dei suoi 6121 metri domina tutta la valle dell’Indo.
Costruito nel XVI secolo, il monastero è l’unico di tutto il Ladakh ad appartenere alla scuola Sakyapa, che si rifà direttamente agli insegnamenti del Budda Sakyamuni.
Proseguimento al monastero di Hemis, la cui fondazione risale al XIII secolo, uno dei più importanti di tutto il Ladakh, legato alla scuola dei “berretti rossi”.
Rientro a Leh in serata.
Pensione completa.

16° Giorno - martedì 15 agosto - Leh - Delhi

Al mattino trasferimento in aeroporto e partenza con il volo di linea diretto a Delhi (1 ora e quindici minuti circa). Arrivo, incontro con la nostra organizzazione e sistemazione in Hotel.
Tempo a disposizione per visite facoltative in città.
In serata trasferimento in aeroporto (almeno 3 ore prima della partenza del volo) per le pratiche di check-in.

17° Giorno - mercoledì 16 agosto - Delhi - Italia

Partenza con volo di linea Lufthansa LH 761 per Francoforte delle ore 02.45. Pernottamento a bordo.
Arrivo alle 07.30 e proseguimento per Milano Linate alle ore 08.40. Arrivo a Milano previsto per le ore 09.50.

Hotel previsti o similari

Stelle : -
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Leh Spic & Span
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