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NOME COMPLETO DEL PAESE:
Repubblica del Madagascar
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POPOLAZIONE:
17.501.871 abitanti (tasso di crescita demografica 3,03%)
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CAPITALE:
Antananarivo (1.390.800 abitanti)
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POPOLI:
merina e betsileo (discendono da malesi e indonesiani), betsimisaraka, tsimihety, antaisaka, sakalava (discendenti da malesi, indonesiani, arabi), bantu, francesi, indiani, creoli, comoriani.
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LINGUA:
malgascio e francese (entrambe lingue ufficiali)
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RELIGIONE:
52% animista, 21% cristiana, 20% protestante, 7% musulmana
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ORDINAMENTO DELLO STATO:
repubblica presidenziale
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VISTI:
Per visitare il Madagascar i cittadini italiani devono essere muniti di visto d'ingresso, ottenibile direttamente all'aeroporto di Antananarivo dietro presentazione del passaporto con una validità minima di sei mesi. Il costo del visto si aggira intorno ai 25 euro pagabile in qualsiasi valuta. Il visto consente di soggiornare nel paese per un massimo di 90 giorni. Se intendete soggiornare nel paese per motivi diversi dal turismo dovrete invece procurarvi un visto apposito prima della partenza rivolgendovi al consolato di Roma.
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FUSO ORARIO:
tre ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich
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ELETTRICITA:
110 o 220V; se non siete certi, usate apparecchi a 220V
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PESI E MISURE:
sistema metrico decimale
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METE D'INTERESSE:
Antananarivo (Tana)
Tana è uguale a molte altre capitali asiatiche o africane: affollata, inquinata e rumorosa. In compenso possiede zone davvero spettacolari che vale davvero la pena di visitare. Il cuore della città bassa è Araben ny Fahaleovantena, più conosciuta come Avenue de l'Indépendance. A un'estremità si trova la stazione ferroviaria, all'altra l'Hôtel Glacier. Il quartiere si chiama Analakely ed è sempre pieno di mercati all'aperto permanenti che pullulano di ombrelloni biancastri in precario equilibrio su vecchi pneumatici che fungono da basi, facendo ombra ai venditori.
A sud-ovest di Analakely si trova Kianja ny Fahaleovantena (Place de l'Indépendance), situata nella Haute-Ville (città alta), dove sorgono la posta centrale, diverse banche, ristoranti e locali notturni. Da qui scendono strette stradine che corrono vicino ad alcune chiese e agli ex-edifici reali fino a giungere alle rovine di Rova, l'antico palazzo della regina, che bruciò completamente nel 1995, quasi certamente per motivi politici durante le elezioni.
L'imponente Mercato di Zoma, nei pressi di Araben'ny Fahaleovantena, è una delle principali attrattive di Tana. I venditori sono raggruppati a seconda delle merci che vendono; è qui che potete trovare i migliori articoli dell'artigianato malgascio. I ladri, tuttavia, sono molto attivi; portate con voi solo il denaro necessario ad acquistare ciò che desiderate. Nei quartieri nord-orientali di Antananarivo si trova il Mercato di Andravoahangy, dove scalpellini, ricamatrici, librai, falegnami e altri artigiani producono e vendono i loro prodotti. Potrete vederli al lavoro in questo mercato, ma la scelta di merci è più ampia a Zoma.
Vale la pena visitare il Parc Botanique et Zoologique de Tsimbazaza, a meno che non abbiate già ammirato i parchi nazionali a nord del paese. Nel complesso vivono diverse specie di lemuri (in gabbia e liberi), tra cui l'aye-aye e altri rari animali, quali l'airone bianco e comune, i coccodrilli e le tartarughe del Madagascar e Aldabran. All'interno dello zoo ha sede il Musée d'Académie Malgache, che ospita eccellenti mostre naturalistiche e culturali, tra cui i resti di uno scheletro e le uova conservate degli estinti uccello-elefante, lemure gigante, ippopotamo bianco dalla coda corta e dugongo. Un'altra sala contiene una collezione di arte funeraria e di vita tribale di un villaggio del Madagascar.
I quartieri centrali di Tana offrono un'ampia scelta di alberghi, ma non tutti allo stesso livello qualità-prezzo. Le strutture più economiche, di solito sporche e rumorose, sono in genere vere e proprie case di tolleranza. Se comunque non intendete spendere troppo in sicurezza e pulizia, vi converrà prenotarne uno fuori dal centro urbano. Nonostante i 50 anni di influenza francese, Tana non offre una grande varietà di ristoranti, a eccezione di alcuni che propongono speciali menus du jour e plats du jour relativamente economici. I sobborghi di Tana e l'area nei dintorni del mercato di Zoma brulicano di bancarelle che vendono ogni tipo di cibo: dai piatti a base di yogurt, ai gelati, a samosas di carne e altre pietanze non ben identificate fritte in pastella. Troverete anche diversi alberghi di ogni tipo e qualità nei dintorni della stazione di taxi-brousse, nelle immediate vicinanze del centro, dove potrete gustare un pasto decente.
Nosy Be
Il principale centro turistico del Madagascar è l'isola di Nosy Be, assieme alle più piccole e vicine Nosy Komba, Nosy Tanikely, Nosy Sakatia, Nosy Mitsio e Nosy Iranja. Nosy Be è molto frequentata dai viaggiatori che amano la vacanza da villaggio turistico, con ristoranti e locali notturni, ma anche con eccellenti punti per compiere immersioni al largo di alcune delle isole minori. Nonostante siano relativamente pochi i turisti che viaggiano con la formula tutto compreso, i prezzi di Nosy Be sono eccessivamente alti. La capitale Andoany ("Hell-Ville" in francese) è, malgrado il nome, un centro vivace e piacevole di 30.000 abitanti. Potrete visitare la vecchia prigione, eretta nel 1855, e altri edifici coloniali; la città sembra essersi fermata ai tempi dell'arrivo dei Francesi.
Un luogo interessante ma poco noto di Nosy Be è Marodoka, un rudere lungo la costa che ormai sta per essere inghiottito dalla vegetazione. Una leggenda locale attribuisce la costruzione dell'edificio a un gruppo di marinai indiani che naufragarono su queste coste tra il XVII e il XVIII secolo. La Réserve Naturelle Intégrale de Lokobe sorge sugli ultimi 740 ettari di vegetazione primaria di Nosy Be, e ospita esemplari di boa costrittore, lemuri neri, camaleonti e una particolare specie di serpente tipico del Madagascar. La vetta più alta dell'isola, con appena 329 metri, è Mont Passot, da cui potrete ammirare splendidi tramonti e l'intero panorama di Nosy Be. Il monte è circondato dai magnifici e sacri laghi vulcanici dalle acque cristalline di Anjavibe, Amparihimirahavavy, Bemapaza, Antsahamanavaka, Antisihy, Amparihibe e Maintimaso.
Gli aerei della Air Madagascar garantiscono voli giornalieri tra Tana e Nosy Be; le compagnie TAM e Air Austral fanno la spola tra Réunion e Nosy Be. L'isola si trova 700 km a nord di Tana.
Réserve Naturelle Intégrale des Tsingy de Bemaraha
Da quando è stata dichiarata dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità, la riserva, in passato praticamente inaccessibile, sta diventando una delle mete preferite degli itinerari turistici. Tsingy de Bemeraha, una delle più vaste aree protette del Madagascar, si estende per 152.000 ettari a ovest del paese e comprende una gigantesca foresta di pinnacoli di arenaria che ospita un'incredibile varietà di specie animali. La riserva è essenzialmente composta da due parchi, il Petit Tsingy e il Grand Tsingy. Fino a oggi sono stati individuate 53 specie di uccelli, otto di rettili e sei di lemuri. Le gite organizzate prevedono a volte uno spettacolare viaggio in canoa lungo il Fiume Manambolo. Nel Petit Tsingy meridionale si trova la splendida Gola di Manambolo ricca di cascate, lemuri e magnifiche foreste vergini.
È praticamente impossibile raggiungere la riserva con i propri mezzi durante la stagione delle piogge. Nella stagione secca potrete prendere un taxi-brousse da Belo-sur-Tsiribihina diretto a Bekopaka, a 80 km di distanza. Il taxi prosegue finché la strada non diventa impraticabile; a quel punto dovrete scendere e camminare o proseguire con un carro trainato da zebù e attraversare alcuni corsi d'acqua. Bekopaka si trova a breve distanza dalla riserva. Durante la stagione turistica, a metà anno, esistono sporadici collegamenti aerei tra Morondava e Belo; inoltre è in funzione un regolare servizio di taxi-brousse. Bokopaka si trova 600 km a ovest di Tana.
Parc National de Montagne d'Ambre
Si tratta della regione più visitata del Madagascar settentrionale, che occupa 18.200 ettari di imponenti massicci vulcanici. Il parco fu creato nel 1958 per proteggere i tesori biologici della regione e la stessa catena montuosa. La Montagne d'Ambre presenta una flora e una fauna praticamente identiche a quelle che si trovano nelle foreste pluviali orientali, con alcune specie endemiche assenti nelle aree più meridionali. Le foreste del parco sono lussureggianti, con un regime pluviale di circa 3500 mm di pioggia l'anno. Tra le sette specie di lemuri che vivono nel parco, le più interessanti sono i lemuri incoronati e i lemuri scuri di Sanford. La numerosa varietà di rettili e anfibi comprende rane, gechi, camaleonti e serpenti. Cercate di avvistare il bizzarro camaleonte dal muso azzurro e il camaleonte dalla coda tronca. Gli amanti del birdwatching non rimarranno delusi: nel parco sono state avvistate 73 specie diverse di uccelli.
Con quasi 20 km di sentieri ben tracciati, la Montagne d'Ambre è, durante la stagione secca, un vero paradiso per gli appassionati di escursioni. Da vedere è la Petite Cascade, una bellissima cascatella che si getta in una splendida piscina naturale circondata da dirupi ricoperti di felci, e il Petit Lac, un tranquillo lago vulcanico raggiungibile tramite un sentiero piuttosto ripido. Nei pressi della Petite Cascade si trova un sentiero che avanza nella foresta, noto come Jardin Botanique, ricco di interessante e curiosa vegetazione, tra cui orchidee, palme, liane e bromelie.
Il parco si trova circa 800 km a nord di Tana; il centro urbano più vicino è Antsiranana, collegato a Tana da voli giornalieri della Air Mad. Al parco arriva una strada completamente asfaltata di 40 km, percorribile con un taxi-brousse da Antsiranana.
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CULTURA:
Gran parte della musica contemporanea e tradizionale del Madagascar si impernia su ritmi di danza, con influenze indonesiane e africane continentali, soprattutto kenyote. I ritmi si accompagnano a fischi e a strumenti come il flauto e il valiha, particolarissimo strumento a 28 corde somigliante a un fagotto che però si suona quasi come un'arpa. Molto popolari sono anche il lokanga voatavo, a corde, e alcuni tipi di chitarra come il kabosy, simile all'ukulele. Il vaky soava è un canto ritmato che si accompagna esclusivamente al battito delle mani; il suo più noto esecutore è Paul Bert Rahasimanana, che ha sviluppato uno stile tutto personale con l'aggiunta di un accompagnamento musicale. La sua musica parla di povertà, amore e speranze.
La cittadina di Fianarantsoa è recentemente diventata la capitale letteraria del paese, in cui vivono numerosi romanzieri e scrittori. Se, da un lato, la letteratura malgascia non si sviluppò prima degli anni '30 e '40, l'arte oratoria tradizionale, chiamata 'kabary', ha sempre avuto un vasto seguito. Il 'kabary' , che trae la sua origine dalle antiche assemblee politiche, in cui ogni oratore parlava a turno, è diventata un'arte popolare assai diffusa come forma di intrattenimento. Il 'kabary' è parte integrante dell'hira gasy, un noto spettacolo di musica, danza e cantastorie che si tiene a Tana quasi ogni domenica pomeriggio.
Se, ufficialmente, il Madagascar possiede un'unica lingua e cultura, il popolo malgascio è diviso in 18 tribù, separate l'una dall'altra dai confini territoriali degli antichi regni piuttosto che da caratteristiche etniche. Gran parte dei malgasci sono un miscuglio di razze, ma alcuni - come i Merina, provenienti dall'area di Antananarivo - sono di aspetto prevalentemente indonesiano, e altri - come i Vezo della costa sud-occidentale - hanno forti legami con l'Africa orientale e assomigliano a veri e propri africani.
Nonostante il francese sia la lingua ufficiale, il malgascio è ampiamente diffuso. Si tratta di una lingua di ceppo austronesiano, comprendente l'indonesiano e molti idiomi polinesiani; dal punto di vista linguistico, il suo parente più prossimo è la lingua parlata nel Borneo meridionale. Il malgascio ha anche adottato termini francesi, arabi, inglesi e delle vicine lingue africane.
Circa il 50% della popolazione segue religioni tradizionali, e persino i cristiani cresimati (41%) sono soliti praticare con devozione riti animisti. I malgasci guardano alla morte con rispetto e riverenza, conferendo all'aldilà la stessa importanza che si dà al presente. Nella vita dei vivi, i morti svolgono un ruolo molto più importante che in qualsiasi altra cultura; chi piange un defunto pratica elaborati riti funebri e, se si ritiene che il morto sia scontento, vengono celebrati ulteriori riti per soddisfarlo. Il più famoso di questi riti è il 'famadihana', o rovesciamento delle ossa, durante il quale la salma viene riesumata, quindi la si intrattiene, le si parla e infine la si seppellisce in un nuovo sudario insieme a vari doni. Le varie comunità musulmane del Madagascar compongono il 7% circa della popolazione.
L'ingrediente dominante di un qualsiasi pasto malgascio è il 'vary', o riso, che non accompagna la portata principale, ma viceversa. Le taverne lungo la strada offrono grandi piatti di riso guarniti di carne di manzo, pesce o pollo. Oltre al riso, le pietanze malgasce più comuni sono il romazava (manzo e verdure stufate) e il 'ravitoto' (stufato di maiale con germogli di manioca). Molti piatti si accompagnano agli 'achards', una varietà di curry vegetale piccante in salamoia. Lungo le coste il pesce è eccellente ed economico; per quasi tutto l'anno potrete inoltre gustare un'ampia gamma di frutti tropicali ('voankazo'), come ananas, lychees, mango e banane.
Grazie all'influenza francese, il caffè è eccellente e più diffuso del tè. Dal locale birrificio THB o Three Horses Beer esce ottima birra. Nelle zone intorno ad Ambalavao e a Fianarantsoa si producono diversi vini eccellenti, tra cui un particolare tipo di vino grigio, giustamente chiamato gris. Esistono diversi tipi di liquori piuttosto scadenti, tutti abbastanza forti da bruciarvi la gola. Il 'toaka grasy' è un tipo di rum grezzo, prodotto con riso e canna da zucchero; il 'trembo' è una specie di ponce di noce di cocco, mentre il 'litchel' è un liquore di frutta prodotto con i lychees. Una delle bevande più apprezzate è un rum distillato chiamato 'roma'.
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AMBIENTE:
Con una superficie equivalente a quelle di Spagna e Portogallo messe insieme, il Madagascar è la quarta tra le maggiori isole del mondo, dopo Groenlandia, Nuova Guinea e Borneo. Si trova nell'Oceano Indiano, al largo delle coste del Mozambico, separata dall'Africa continentale dai 400 km del Canale di Mozambico. Al contrario delle vicine isole vulcaniche, come Mauritius, Réunion, Rodriguez e le Comore, il Madagascar deve la propria genesi alla deriva dei continenti piuttosto che a un'eruzione vulcanica. L'isola si separò dal continente africano circa 165 milioni di anni fa. Gran parte delle foreste pluviali si estende lungo la stretta fascia costiera orientale; gli elevati altipiani centrali presentano un clima piuttosto freddo, mentre l'ovest è occupato da pianure e depressioni.
Il Madagascar è un continente in miniatura, che presenta habitat estremamente diversi tra loro e, come molte altre isole, un gran numero di specie endemiche (alcune delle quali davvero bizzarre). La comunità internazionale per la tutela ambientale considera l'isola uno dei paesi ecologicamente più ricchi del pianeta: il Madagascar e le vicine Isole Comore posseggono circa un quarto delle piante da fiore di tutta l'Africa. Sull'isola vive anche il 90% delle specie conosciute di lemuri e metà dei camaleonti del mondo. Se si considerano poi il baobab, i peculiari cactus e aloe delle zone secche, si completa un quadro ecologico di una ricchezza davvero straordinaria.
A eccezione dell'estremità meridionale, il Madagascar è interamente compreso tra i tropici. Tuttavia gli 'hauts plateaux', che si stendono per l'intera lunghezza dell'isola, formandone la spina dorsale, presentano un clima sufficientemente mite da consentire la crescita di meli e noccioli e persino vigneti sopra gli 800 m. Alle altitudini più elevate, durante l'inverno cade spesso la neve. Gli alisei soffiano da est e i monsoni da nord-ovest. Gran parte delle piogge cadono sulla costa orientale e nell'estremo nord, mentre a sud-ovest degli altipiani il clima rimane quasi sempre secco. Da gennaio a marzo, la costa orientale, l'estremo nord e, talvolta, l'estremo sud vengono colpiti da occasionali cicloni devastanti.
La creazione di risaie e l'utilizzo di tecnologie distruttive con cui l'uomo si è fatto spazio ha dato luogo a una situazione davvero critica: attualmente sopravvive solo il 15% della foresta primaria. Questo ha provocato gravi erosioni del suolo, tali da definire il Madagascar come la Grande Isola Rossa. Si fa molta pressione sulla sua sorprendente biodiversità, proprio mentre il paese, tradizionalmente povero, cerca altre fonti di guadagno che non siano le sue risorse naturali. La risposta potrebbe trovarsi nelle tecniche agricole migliorate di recente e nel redditizio mercato dell'ecoturismo che comincia a prendere piede.
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LETTURE CONSIGLIATE:
Cucine africane di Vittorio Castellani (Edizioni Sonda, Torino 1999)
Potrete trovare, fra le altre, ricette tipiche della cucina malgascia, accompaganate dall'indicazione relativa alla reperibilità in Italia degli ingredienti più insoliti.
Gli animali del deserto africano e del Madagascar Autori vari (Larus, Bergamo 2002)
È un volume interessante sull'argomento, che trovate nella collana 'Geo natura'.
Io e i lemuri. Una spedizione in Madagascar di Gerald Durrell (Adelphi, Milano 2003)
È un libro dedicato all'aye-aye, animale considerato estinto fino a poco tempo fa, alla sua riscoperta e al tentativo, messo in atto da Durrell a Jersey nelle Channel Islands, di far riprodurre questa specie in cattività.
La nazione malgascia di Giovanni Iannettone (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1966)
È ormai fuori commercio ma vale la pena di consultarlo per un approccio alla storia del paese.
Madagascar di Ian Malcom (Tranchida, Milano 1998)
È un racconto di viaggio scritto da un medico scozzese, nel quale si colgono le contraddizioni di un paese unico al mondo come il Madagascar, che nascono dall'incontro fra la mentalità occidentale e le più ancestrali tradizioni dell'Africa e dell'Indonesia.
Madagascar, l'isola dei contrasti di Luciano Nervi (Velar, Gorle 1994)
Per chi vuole conoscere meglio il popolo malgascio e la sua storia.
Razorama di Enrico Brizzi (Mondadori, Milano 2003)
È un thriller ambientato nelle acque tra il Kenya e il Madagascar, dove si consuma il delitto di una ragazza italomalgascia.
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