05 febbraio 2012

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Tibet - Oltre l'Himalaya di Massimo Bocale e Piera Borghetti
Sommario Itinerari 1° tappa 2° tappa 3° tappa 5° tappa 7° tappa
  Morfologia   Gonggar - Tsedang Tsedang - Lhasa Lhasa - Ganden Gyantse - Shigatse Shegar - Nyalam
  Qualche numero   Valle dello Yarlung Chu Lhasa 4° tappa Shigatse 8° tappa
  Cartina   Monastero di Samye I grandi monasteri intorno a Lhasa Lhasa - Gyantse 6° tappa Nyalam - Zhangmu
  Curiosità       Gyantse Shigatse - Shegar  
  Popolazione            

Nyalam - Zhangmu:

Ci fermiamo a passare la notte all'Hotel Snowland di Nyalam, cittadina cresciuta a caso e senza regole urbanistiche. L'originale e spartano hotel é l'unica cosa interessante del paese: esso é gestito da una famiglia tibetana ed é stato ricavato da una tipica casa himalayana. Dall'ingresso abbastanza ampio si accede a quattro piccole camere senza servizi, una ripidissima scala mette in comunicazione i tre piani della palazzina, ogni piano ha due ampie camerate e i servizi, molto spartani, si trovano sul terrazzo dell'ultimo piano.
Simpatico é l'arredamento in perfetto stile tibetano. Partiamo al mattino presto per raggiungere Zhangmu sito a quota 2.300 metri, città di confine con il Nepal.
Dalla steppa sconfinata prendiamo la pista che scende a precipizio lungo una stretta valle tra dirupi e affascinanti vette; gradatamente ricompare il verde tropicale degli alberi. La pista in alcuni tratti é stretta e franosa e supera diverse cascate d'acqua che cadono direttamente sulla carreggiata; la manutenzione, richiesta dalle frequenti interruzioni dovute alle condizioni climatiche estreme, é affidata ad operai che intervengono giorno e notte e vivono, per tanto, in accampamenti provvisori ai lati della pista in situazioni ambientali difficili. Ogni tanto incrociamo sgangherati autobus, veloci fuoristrada e sbuffanti camion che risalgono dal confine rendendo questa pista la più trafficata di tutto il percorso tibetano.
Il villaggio di Zhangmu costruito a strapiombo sulla valle, si é espanso in modo disordinato lungo i lati della pista a causa dello sviluppo di questa importante frontiera. Qui ritroviamo la confusione e l'animazione sconosciuta nell'altopiano, molti tibetani attuano un piccolo commercio locale con i nepalesi per barattare tutto ciò che nel Tibet é ambito e introvabile.
Una volta superato il burocratico confine risaliamo per l'ultima volta in auto per percorrere gli 8 km. che ci separano da Kodari città di confine nepalese, qui avviene il cambio delle auto e qui salutiamo calorosamente i nostri amici tibetani che ci hanno tenuto compagnia in questo straordinario viaggio.
É commovente riconoscere come le emozioni provate di fronte alla grandiosità dell'altopiano himalayano, al fervore religioso delle sue popolazioni, alla bellezza
delle antiche tradizioni e al fascino indiscusso dei monasteri, siano sempre vive e presenti nelle nostre menti