10 febbraio 2012

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Tibet - Oltre l'Himalaya di Massimo Bocale e Piera Borghetti
Sommario Itinerari 1° tappa 2° tappa 3° tappa 5° tappa 7° tappa
  Morfologia   Gonggar - Tsedang Tsedang - Lhasa Lhasa - Ganden Gyantse - Shigatse Shegar - Nyalam
  Qualche numero   Valle dello Yarlung Chu Lhasa 4° tappa Shigatse 8° tappa
  Cartina   Monastero di Samye I grandi monasteri intorno a Lhasa Lhasa - Gyantse 6° tappa Nyalam - Zhangmu
  Curiosità       Gyantse Shigatse - Shegar  
  Popolazione            

I grandi monasteri intorno a Lhasa:

Il primo grande monastero che visitiamo é Drepung situato a circa 8 km. a nord-ovest di Lhasa addossato alla montagna che circonda la valle del Kyi Chu. Era, prima dei tragici eventi del 66, il monastero più grande del mondo ed ospitava circa 10.000
monaci, oggi la piccola cittadella, in parte restaurata, accoglie solo 500 religiosi.

Sulle ciclopiche e rotondeggianti pietre granitiche site alle spalle del monastero sono disegnate numerose e splendide immagini a carattere religioso.
Salendo una scalinata che, dal piazzale adibito a parcheggio, conduce all'ingresso del monastero passando sopra un limpido ruscello, osserviamo alcune donne che pregano immergendo ripetutamente nell'acqua una piccola campana appesa ad una cordicella. Costruito all'inizio del XV sec. dal monaco Jamyang Choje discepolo di Tsongkhapa, non ha subito rilevanti danni alla propria struttura durante la Rivoluzione Culturale. Sempre seguendo il rituale senso orario visitiamo il palazzo Ganden, il grande Tsomchen e i quattro collegi.

Le architetture delle costruzioni sono particolamente armoniose con molteplici piani con facciate dipinte di bianco su cui spiccano moltissime finestre contornate da un ampio bordo nero: esse sono sormontante da bordini di stoffa svolazzanti che, con il loro continuo movimento, fungono da decorazione e soprattutto quale deterrente contro gli spiriti cattivi. A 5 km. a nord di Lhasa, sempre addossato alla montagna, sorge il monastero di Sera, prosperò assieme a Drepung quale importante centro Gelugpa, assumendo un notevole ruolo a livello politico che culminò nel 1947 in un fallito tentativo di eliminare il reggente.

L'ingresso dell'edificio più grande, la Grande Sala delle Riunioni, é ricco di splendidi affreschi che rappresentano divinità protettrici.
Dopo quattro giorni che chiediamo notizie alla nostra guida circa la possibilità di poter assistere al "funerale a cielo aperto" questa riuscì ad accordarsi con un monaco di Drepung affinché all'alba del mattino successivo potessimo salire nel luogo dove questa cerimonia viene officiata ma il rifiuto del nostro autista di accompagnare degli stranieri ad un rito antico e riservato ci ha impedito di poter osservare questo inconsueto funerale.

La mancanza di legna per bruciare i corpi e l'impossibilità di scavare fosse a causa del terreno gelato per lunghi periodi dell'anno sono tra le principali ragioni per cui i morti vengono tagliati a pezzi e lasciati in pasto agli uccelli rapaci.
Non tutti i funerali si svolgono secondo questo rito, la sepoltura é riservata ai bambini ed a coloro che muoiono per malattie infettive, la cremazione agli alti lama mentre i Dalai Lama e i Panchem Lama vengono imbalsamati e sepolti negli stupa.