Inca
Nel continente americano, i primi abitatori umani sono giunti circa 40.000 anni fa, durante l'ultima glaciazione, attraversando lo stretto di Bering.
Ma le civilta' piu' evolute si erano sviluppate nel millennio precedente l'arrivo degli europei negli altipiani dell'America centrale e lungo la catena delle Ande: si trattava di societa' estremamente sviluppate che praticavano l'agricoltura sedentaria e forme di artigianato; benche' gli fossero sconosciuti l'uso della ruota e del ferro adoperavano tecniche costruttive avanzatissime che gli permettevano di edificare imponenti opere pubbliche e luoghi di culto.
Tra le varie civilta' quella che maggiormente interessa la nostra trattazione e' quella Inca.Il termine "Inca" indicava, in origine, il titolo che assumeva il sovrano che imperava sulle popolazioni quechua; a tutt'oggi, la parola definisce, per estensione la totalita' della popolazione del regno dell'Inca.
L'Inca era venerato come un semi dio, dotato di attribuzioni al tempo stesso politiche, militari e religiose che gli derivavano dalla discendenza dai mitici fondatori della civilta' inca: Manco Capac e Mama Ocllo.
Da questi, secondo la cosmogonia quechua, discese Sinchi Roca, con cui iniziano i monarchi leggendari; l'inca Pachacutec, che nel 1438 diede inizio all'impero, il suo successore Tupac Inca Yapanqui, e quindi Huayna Capac con i figli Huascar e Atahualpa, l'ultimo inca prima del dominio spagnolo.
Come gia' scritto in precedenza Manco Capac e Mama Ocllo appartengono alla fase mitica del regno Inca che si trasformo' in fase storica, cioe' testimoniata da documenti scritti, solo nell'anno 1438 con l'avvento di Pachacutec, il cui nome significa trasformatore del mondo.
Questi, un valoroso generale, contribui' ad allargare i confini dell'impero con la conquista di nuovi territori arrivando ad estenderlo fino all'attuale Ecuador: ottimo stratega, riusci' a creare un impero compatto e solidamente organizzato, integrando nelle strutture burocratiche e di comando dell'impero le aristocrazie delle popolazioni assoggettate e attribuendo loro gli stessi diritti dell'aristocrazia inca. Il suo successore Tupac Inca Yupanqui ne segui' le orme estendendo il territorio sino al nord del Cile, conquistando il regno dei Chimu' sulla costa, ma falli' nel tentativo di dominare la popolazione amazzonica. L'inca Huayna Capac riusci' a portare la frontiera nord dell'impero sino alla attuale Colombia meridionale. Fu da questo momento che iniziarono le difficolta', dovute alla ribellione di alcune popolazioni o ad un dissidio tra il potere religioso e il potere civile. La societa' inca, infatti, era rigidamente stratificata: alla base stava la comunita' contadina, l'ayllu, che si incaricava, al suo interno, dell'amministrazione della giustizia, della distribuzione delle terre comuni e della ripartizione dei prodotti della terra stessa riservati in parte allo stato e in parte ai servizi di culto e alla sussistenza.
Piu' in alto nella scala sociale stava l'aristocrazia; come ci testimoniano, ad esempio, i vari tipi di scale presenti nelle costruzioni pubbliche e nei terrazzamenti contadini: rozzi pioli di pietra per i campesinos, comode scale per i nobili; al culmine della piramide stava il sovrano, l'Inca, circondato dai sacerdoti e i grandi nobili, tramite fra gli uomini e gli dei, supremo garante dell'ordine costituito.
L'impero inca era riuscito a darsi una salda organizzazione statale grazie all'invio di governatori, l'integrazione della nobilta' delle popolazioni sconfitte nelle file di comando e la deportazione delle popolazioni piu' indocili.
Grandi magazzini erano eretti in ogni regione allo scopo di immagazzinare cibo necessario ai lavoratori requisiti per la "mita", una sorta di corvee' statale cui erano sottoposti i contadini e che serviva alla costruzione delle opere pubbliche (terrazzamenti, templi, acquedotti, ecc.).
Ma piuttosto che i conflitti etnici, saranno le rivalita' dinastiche ad agevolare la conquista spagnola. Alcune decisioni dell'inca Huayna Capac rimangono ancora inspiegabili, egli lascio' Cuzco e si trasferi' a Cuenca in Ecuador e vi mori' improvvisamente sembra a causa del vaiolo. I sacerdoti investirono quale successore ed "Inca unico" il figlio Huascar, decisione che non venne accettata dall'altro figlio, Atahualpa, che scateno' una rovinosa guerra civile in cui ebbe il sopravvento ma che indeboli' il paese a tal punto che l'arrivo degli spagnoli ne segno' la definitiva distruzione.
Nel gennaio del 1531, attirato dalla notizia dell'esistenza di un regno di favolosa ricchezza chiamato Peru', Francisco Pizaro mosse verso sud dalla citta' di Panama, la prima citta' fondata dagli spagnoli sul Pacifico, con un contingente formato da 180 uomini e 37 cavalli.
Giunti al confine del regno vennero informati della lotta dinastica che opponeva i due inca, Huascar e Atahualpa e della vittoria di quest'ultimo sul primo. Atahualpa era stanziato con un esercito di 40.000 a Camajarca dove avvenne il primo incontro tra incas e spagnoli: inizialmente pacifico si trasformo' rapidamente in uno scontro feroce che, nonostante l'enorme sproporzione delle forze in campo, vide gli spagnoli vittoriosi.
Atahualpa venne fatto prigioniero e fu costretto a pagare un ingente riscatto in oro; ciononostante venne ucciso strangolato nell'agosto del 1533.
Numerosi sono i fattori che vengono invocati per spiegare l'inverosimile caduta di un impero popolato da oltre dieci milioni di persone di fronte ad un manipolo di uomini: in primo luogo il terrore che incutevano le armi da fuoco ed i cavalli, oltre alla stessa furia omicida degli europei (per gli incas la guerra assomigliava piu' ad un complicato rituale che mirava alla presa di prigionieri); secondariamente anche i contrasti etnici e dinastici che indebolivano da tempo l'impero inca.
Ma tutto cio' non basta se non si tiene conto del profondo trauma determinato dalla sensazione di essere stati abbandonati dagli dei, dalla percezione della fine di una civilta', dalla destrutturazione di un universo religioso e culturale simboleggiati dall'uccisione del sovrano che ne era il supremo garante. Fu questa la causa, testimoniata dal moltiplicarsi dei suicidi, assieme alle malattie infettive portate dagli europei e allo sfruttamento schiavistico che ne venne fatto, del catastrofico declino della popolazione indigena del Peru' scesa nel giro di un cinquantennio da 10 milioni a un milione e trecentomila individui.
A Camajarca nel 1533, con l'imboscata tesa da Pizarro ad Atahualpa, cadde l'impero Inca e la loro bandiera a strisce verticali con i colori dell'arcobaleno venne ammainata per sempre.
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