Per l'itinerario sino a Sicuani vedere il capitolo "Cuzco / Sicuani / Titicaca".
Sicuani dista da Arequipa 230 Km. Il percorso inizia con una buona pista: la 28 A, fiancheggiata dal fiume Totorani, che conduce alla laguna Langui attraverso l'omonimo passo posto a 4.135 m. di altitudine e quindi si immette sulla pista principale: la 28; entrambe le strade sono tenute in buona manutenzione dalla societa' canadese che gestisce la grande miniera a cielo aperto di rame di Espinar.
Passata Espinar la strada supera un passo a 4.055 m. slm introducendoci ad un ambiente che assume le caratteristiche tipiche del tolar andino: il paesaggio, prevalentemente desertico con distese di paya brava e ridotti branchi di lama e alpaca, e' ravvivato dalla presenza di minuscoli villaggi quechua. I pochi indigeni che incontriamo sono molto chiusi e restii a qualsiasi incontro con lo straniero.
La paya brava, in quechua "ichu", e' una piccola graminacea che cresce solo ad alte quote, oltre i 4.000 m., forma dei piccoli cespugli dai ciuffi duri che gli indio utilizzano per rivestire i tetti delle case e rappresenta inoltre l'alimento indispensabile e insostituibile per i quattro camelidi.
La strada si inerpica sino al passo del Condorama (4.500 m.) tra paesaggi spettacolari e cime imponenti. La discesa ci conduce in poco tempo a 3.750 m., di qui, la strada dirige verso una montagna lavica costeggiando per alcuni kilometri le bellissime colate vulcaniche che assumono forme di morbide stoffe drappeggiate e di grandiosi pinnacoli, fino a raggiungere il villaggio di Callalli, adagiato sul fiume Colca, che qui, inizia ad incidere l'altopiano formando uno dei canyon piu' profondi del mondo.
Arriviamo quindi al paesino di Chivay, punto di partenza per l'escursione al Canyon del Colca: il paese, sviluppatosi recentemente grazie all'afflusso turistico verso il Canyon, risulta insignificante rispetto alla splendida cornice dei vulcani che lo circondano, tra cui, il vulcano attivo Savancaia con il suo quasi costante pennacchio di fumo.
Da visitare: il mercato che si tiene tutti i giorni, punto di raduno delle donne quechua dei villaggi limitrofi vestite coi classici costumi coloniale del XVI secolo e la piscina termale di La Calera distante circa 20 minuti dal centro del paese dove e' possibile bagnarsi.
Da Chivay prendiamo la strada che ricongiunge nuovamente la 28 e superiarmo in questo tratto il passo di Patacancia, situato a 4.700 m. di altitudine: punto panoramico sui vulcani circostanti che sono, da destra a sinistra, il vulcano Sabarncaya, Ampato, Chachani.
Il passo di Patacancia custodisce una curiosa tradizione che vuole che il viaggiatore ponga qualche pietra a terra a scopo rituale per cercare protezione negli spiriti del viaggio, qui, le pile sono cosi' numerose da occupare una vasta area: gli indio chiamano questi monticelli di sassi "apachetas", e sono considerati simboli di orientamento che aiuteranno il viaggiatore in difficolta'. L'altopiano che attraversiamo susseguentemente, oscilla intorno ai 4.500 m. e' un sussegguirsi di picchi desolati, ampie pampas poco abitate e suggestivi bofedales dimora di numerosi uccelli.
Il panorama nel complesso estremamente aspro, e' caratterizzato dalla presenza della larezia: questa pianta, una delle piu' particolari del mondo vegetale, e' una singolare ombrellifera che forma curiosi cuscini legnosi verde smeraldo, ha una crescita molto lenta tanto che occorrono due secoli per formare un cuscino di un metro di diametro ed e' protetta severamente poiche' a rischio di estinzione.
Dopo l'altopiano la strada scende nella pampas Canahuas a 3.900 m., dove attraversiamo la riserva faunistica "Salinas" creata allo scopo di salvaguardare la vigogna: dalla strada e' facile vedere piccoli greggi di questi camelidi selvatici che scappano se percepiscono la presenza dell'uomo.
Come tutti gli animali non sentono l'odore dell'uomo se questo e' all'interno dell'auto. Questi splendidi camelidi, furoni chiamati dagli Inca i "cani degli dei" perche' gli uomini non erano mai riusciti ad addomesticarli: oggi rischiano l'estinzione a causa della caccia spreguidicata che ne e' stata fatta nel periodo coloniale e nei secoli scorsi sia per la tenera carne sia per la pregiata lana.
Al 148 Km. da Chivay raggiungiamo la citta' di Arequipa adagiata ai piedi dei vulcani Misti, Chachani e Pichu Picchu.
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