Il capo inca Manco Capac e sua sorella e sposa Mama Ocllo partirono dal lago Titicaca, per ordine del dio Inti, alla ricerca di un luogo prescelto dove il cuneo d'oro che portavano con loro, sarebbe affondato nella terra senza sforzo. Essi viaggiarono verso nord e raggiunsero la valle di Cuzco, qui il cuneo sprofondo' e scomparve per sempre inghiottito dalla Pachamama, la madre terra. Questo e' il mitologico inizio della civilta' inca e della sua maestosa capitale, "l'ombelico" del grandioso impero.
Anche per noi Cuzco, situata a 3.400 m. di altitudine e raggiunta per via aerea da Lima con un atterraggio mozzafiato nel piccolo aeroporto situato tra le case della citta', rappresenta l'inizio del viaggio che ci introdurra' in questa cultura enigmatica ed affascinante.
In citta' ci spostiamo con dei taxi: servizio gestito in modo unico, infatti puo' essere svolto da chiunque all'insegna della libera e selvaggia iniziativa, il risultato e' un servizio comodo, veloce, conveniente, e disponibile in qualsiasi ora del giorno e della notte.
Cuzco, che in lingua quechua significa ombelico, fu costruita su terreno coltivabile, scelta insolita, infatti difficilmente si sprecava terreno agricolo per costruire.
La pianta della citta' fu progettata a forma di un puma, animale sacro per gli inca, simbolo di forza e di dominio, mollemente adagiato ma pur sempre in agguato per difendersi; la leggenda sulla sua origine ne fa risalire la fondazione al 1100 d.C., mentre in realta' fu edificata da Pachacutec circa 300 anni piu' tardi
.La citta' si trova in una valle dominata dalla Cordigliera: il paesaggio maestoso unito a quello del cielo, luminosissimo per l'altitudine, non puo' che stupirci di meraviglia.
Anticamente era divisa in due settori la Huanan Cuzco, ossia la citta' alta, e la Hurin Cuzco, ossia quella bassa; le strade erano strette, le mura dei palazzi erano immense formate da grosse pietre levigate che hanno resistito ai terremoti ed al vandalismo dei conquistadores.
La leggenda narra che nella parte alta si erano stabiliti i quechua civilizzati da Manco Capac, mentre nella parte bassa la civilizzazione era avvenuta da parte della sorella-sposa Mama Ocllo.
Siamo rimasti meravigliati dalla tecnica di costruzione di queste mura: le pietre, di dimensioni diverse, venivano tagliate e assemblate a secco con una precisione tale che, ancora oggi, e' impossibile far passare uno spillo tra un blocco e l'altro.
Il vicolo piu' caratteristico, che abbiamo percorso piu' volte per il suo interesse, e' la calle Triunfo, dove si affaccia il palazzo "Hatunrumiyoq" dell'Inca Roca, nel cui possente muro esterno si trova la famosa pietra dei 12 angoli.
La calle si trova pressoche' contigua a plaza de Armas, animata e coloratissima, che conserva ancora vivissime, le tracce del passato. Chiese, palazzi e case coloniali sono costruite sui resti delle antiche mura inca, infatti gli spagnoli abbatterono solo la parte superiore degli edifici, utilizzando poi le mura come basamento per costruire gli edifici in stile spagnolo, il risultato e' un'architettura singolare.
Una commistione di stili costruttivi differenti che rispecchia fortemente anche tutte le contraddizioni del paese dalla colonizzazione in poi.
La Plaza de Armas, ad esempio, prima dell'arrivo degli spagnoli si chiamava "Huacaytapa" che significava lamento o preghiera, era grande il doppio della odierna piazza e aveva un significato religioso: essa rappresentava il corpo del puma. Sulle rovine del Quishuarcancha, palazzo dell'inca Viracocha, gli spagnoli edificarono la Cattedrale, sulle rovine dell'Amarucancha palazzo dell'inca Huaya Capac costruirono la chiesa della Compagnia di Gesu'; molto suggestivo e' il vicolo che costeggia, Calle Loreto, racchiuso tra le sue possenti mura e quelle della Casa delle Vergini del Sole.
Sul piu' importante tempio, il "Coricancha", dedicato all'oro e al Sole, rappresentante gli organi sessuali del puma, gli spagnoli edificarono il convento di Santo Domingo. Nel 1950 il terribile terremoto riporto' alla luce alcune parti di questo fastoso luogo di culto un tempo rivestito di lamine d'oro.
La testa del puma e' invece la cinta megalitica della fortezza di Sacsahuaman, che dista 2 Km da Cuzco e domina la citta'; fu certamente una cittadella di guarnigione, circondata da tre cinte di mura parallele a piu' piani sovrapposti di 600 m. di lunghezza.
A prima vista sembra impossibile che si sia potuto realizzare una cosi' impressionante muraglia e ci chiediamo come siano riusciti i costruttori, senza ne la ruota ne il cavallo, a trasportare e mettere uno sopra l'altro i ciclopici blocchi di pietra,
ben tagliati e levigati, il piu' grosso dei quali pesa addirittura 350 t., che conferiscono al complesso una grande potenza architettonica.
Questa splendida citta', dichiarata dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanita' nel 1950, non e' solo il centro archeologico piu' importante della storia americana, ma possiede tutt'oggi un fascino segreto racchiuso tra il passato e il presente che si recepisce nei colori dei suoi mercati, nei suoni delle musiche andine e nei volti degli stessi abitanti, dal largo sorriso che a volte contrasta con l'espressione netta e seria dei loro lineamenti.
La nostra avventura tra il passato ed il presente continua visitando i dintorni della citta', meditando sulla frase dell'archeologo cuschegno Manuel Chavez Ballon che afferma giustamente: "Cuzco e' un museo permanente che contiene tutta la cronologia dell'antico Peru'".
I dintorni di Cuzco
La zona limitrofa alla citta' raccoglie molti importanti centri archeologici che abbiamo potuto visitare con una interessante escursione di mezza giornata.
Il primo sito che visitiamo e' Kenko, distante 6 Km da Cuzco, ove sorgono i resti di un luogo di culto costituito da un anfiteatro ellittico che racchiude un monolite alto 5,9 m. dalla forma di un puma e da un anfratto roccioso sotto il quale e' stato ricavato l'altare sacrificale. E' rimasta aperta la questione riguardo all'uso cui questo luogo era destinato alcuni esperti sostengono la tesi che fosse un luogo di culto religioso mentre, invece, come sostiene il nostro amico indio, potrebbe essere stato un tribunale di giustizia dove le condanne venivano eseguite con l'immolazione del reo al "dio puma".
Poco piu' a nord ci fermiamo alla fortezza di Puca Pucara, "la collina rossa", posta a sentinella della citta', che sorvegliava i traffici e proteggeva le sorgenti di acqua che fornivano i luoghi sacri.
Nelle vicinanze si trova anche Tampu-Machay che sorge a 3.700 m. di altitudine ed era probabilmente il bagno degli inca: questo splendido Tempio dell'Acqua e' formato da quattro muraglie scaglionate a diverso livello unite da scalinate di pietra. Dalla seconda muraglia un ruscello compie alcuni balzi fino a cadere nella fontana principale dove si pensa che l'Inca officiasse il culto all'acqua.
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