05 febbraio 2012

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Perù di Massimo Bocale e Piera Borghetti
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Curiosità:

Antonio Raimondi (1829-1890), viaggiatore e scienziato italiano, vissuto nel secolo scorso e praticamente sconosciuto in patria, considerato dai peruviani uno dei cinque "saggi" della loro storia. Dopo aver partecipato alle Cinque Giornate di Milano del 1848, per non continuare a vivere sotto il dominio straniero, emigro' in Peru' e lo esploro' in diversi viaggi, studiando e classificando i vari minerali e le piante su incarico dell'universita' di Lima. Scrisse inoltre l'enciclopedia in tre volumi dedicata al Peru', opera ancora oggi considerata una base scientifica per conoscere la realta' del territorio peruviano nei suoi vari aspetti.

Parole inca passate a tutte le lingue del mondo: alpaca - coca - condor - guano - lama - pampa - puma - chinino.

Problemi dell'alta quota: i sintomi del male di altitudine, il cosi' detto soroche, vannodall'affaticamento, al respiro affannoso, alla nausea e al forte mal di testa. Per prevenirli e' necessario riposare e stare tranquilli qualche ora dopo l'arrivo in alta quota e bere, seguendo l'usanza andina, il "mate de coca" un infuso ricavato dalle foglie di coca che attenua la fatica dovuta alla mancanza di ossigeno. Ogni movimento deve essere compiuto piu' lentamente ed e' molto importante curare l'alimentazione che non deve essere eccessiva.

E' consigliabile a coloro che soffrono di malattie cardiocircolatorie, ipertensione o problemi di circolazione di consultare il proprio medico.Per ogni informazione di carattere sanitario é consigliabile consultare l'Ufficio di Igiene del proprio Comune.

Camelidi: sono i piu' importanti mammiferi di grosse dimensioni del mondo andino, sono originari del Nord america e si diffusero in sud America solo 2,5 milioni di anni fa; la specie comprende: il lama, l'alpaca, il guanaco e la vigogna.

Il lama e l'alpaca sono stati addomesticati dalle popolazioni andine e hanno, da sempre, contribuito alla loro sopravvivenza: il primo fu l'unico animale da soma precolombiano e poteva portare carichi sino ai 30 kg di peso; il secondo invece forniva una lana estremamente pregiata per l'eccezionale tenuta termica che garantiva. Il guanaco e la vigogna sono rimasti allo stato selvatico.

Il lama frequenta pascoli alpini fino a 4.000 m. e se ne conoscono due razze: la "chaku" e la "cara"; l'alpaca puo' vivere fin anche a 5.000 m. e se ne distinguono due sottorazze: la "huacayo", piu' tozza e robusta con un fittissimo manto lanoso; e la "suri", piu' esile econ pelo lungo. Gli animali sono contrassegnati da nappe colorate, lavorate a maglia e infilate nelle orecchie che ne indicano la proprieta'. La vigogna, che e' stata sottoposta per decenni ad una caccia indiscriminata a causa dalla sua pregiatissima lana, vive oggi nelle aree protette situate a quote che oscillano tra i 3.700 m. e i 4.800 m., mentre il guanaco, leggermente piu' alto e robusto (115 cm. contro gli 85 cm. della vigogna), vive in ambienti situati dagli 0 m. ai 4.000 m..

Come tutti i camelidi, hanno il collo lungo e curvo, scaricano il peso su cuscinetti plantari e procedono all'ambio, ossia muovono contemporaneamente le zampe dello stesso lato; possedendo lo stesso numero di cromosomi tutte le varieta' di incrocio possibili tra le quattro specie generano prole fertile.

La lana prodotta non viene venduta integralmente dai pastori andini, e' tradizione secolare conservarne una piccola parte per se stessi.

Coca: secondo la mitologia inca la "kkoka", vocabolo aymara' che significa pianta, venne donata da Manco Capac alle popolazioni povere del lago Titicaca per saziare gli affamati e dar forza ai deboli, in realta' diminuisce lo stimolo della fame e la sensazione della fatica; sembra che l'uso di questa pianta risalga, addirittura a circa 4.500 anni fa', data confermata dai reperti trovati in alcune tombe e da alcune leggende preincaiche delle tribu' yunga e chibcha.

Furono gli spagnoli a stravolgere il significato rituale e l'uso terapeutico che i popoli inca e preinca avevano dato a questa pianta; infatti ne compresero i vantaggi e monopolizzarono la sua produzione usandola per poter trarre dagli stessi andini prestazioni di lavoro in condizioni di vita impossibile; un pagliativo purtroppo illusorio perche' fa si dimenticare la fame e la stanchezza ma porta comunque alla morte tant'e' che in questo periodo la popolazione si ridusse in modo catastrofico. A nulla valsero le scomuniche della chiesa e i divieti ufficiali del vicere', anzi la chiesa stessa incasso' regolarmente il 10% dei profitti di questo vergognoso traffico e sfruttamento fino all'indipendenza del Peru'.

L'Europa scopri' questa droga nel XIX secolo e siccome non era elegante masticare foglie, come usavano fare gli andini, venne proposta in sua vece la cocaina che e' il potente alcaloide in essa contenuta ricavato chimicamente dalla lavorazione delle foglie. Attualmente il Peru' e' il primo produttore mondiale di foglie di coca.