Il canyon del Colca e' uno dei piu' profondi del mondo, la distanza tra il letto del fiume e la cima della montagna e' infatti di 3.400 m. e l'erosione del terreno vulcanico supera abbondantemente quella del piu' decantato e famoso canyon del Colorado.
Le pareti non sono a precipizio per tutta la lunghezza, ma in molti punti digradano verso il fondovalle. Qui, l'opera dell'uomo ha resa produttiva una zona originariamente inospitale grazie alla costruzione di terrazzamenti piu' o meno scoscesi.
Alla Cruz del Condor le pareti del canyon raggiungono la profondita' di 1.200 m: e' questo il luogo adatto, grazie agli anfratti inaccessibili situati ad altezze impensabili sulle pareti piu' scoscese, per la nidificazione del "condor". Dal belvedere a precipizio e' possibile, in condizioni di clima favorevole, osservare le emozionanti evoluzioni di questo superbo rapace. Il condor, per raggiungere la quota di 4.000 m. che gli permette di dominare un territorio di caccia sconfinato, usa una particolare tecnica, connaturata con la morfologia del luogo: lanciatosi nel canyon, sfrutta, grazie alla poderosa apertura alare di oltre tre metri, la corrente ascensionale di aria calda che si incanala nel canyon per risalire volteggiando varie volte avanti ed indietro fino alle altezze volute.
Iniziamo l'esplorazione del Colca da Yanque, primo villaggio dopo Chivay: la chiesa unitamente alla rigorosa ortogonalita' del centro urbano ci indicano l'origine coloniale di questa cittadina.
Dalla piazza antistante la chiesa vediamo i vulcani Valca-Valca, Gianche e il gia' citato Savancaia. Di qui la pista in terra battuta scorre lungo il versante sud attraverso un paesaggio agreste dove le andenes occupano piu' di 50 Km. di canyon per un totale di 5.000 ettari di coltivazioni; molti dei terrazzamenti risalgono al periodo incaico e pre incaico fino addirittura al VI e VIII secolo d.C.
Proseguendo passiamo per Achoma e Maca, dove sono ancora evidenti i segni del terremoto del 1991 che distrusse tra l'altro parte del campanile destro della chiesa coloniale. All'esterno della chiesa incontriamo un indio che si guadagna la vita facendo fotografare l'aquila che vive con lui dopo che egli l'ha raccolta e curata dalle ferite. Lasciata Maca osserviamo una serie di impressionanti spaccature della crosta terrestre, causate dall'ultimo terremoto.
Gli invasori spagnoli arrivarono in questa valle, poco popolata come moltissime altri valli andine, intorno al 1532-1542, l'ordine francescano vi si installo' nel 1570 su ordine del vicere' Francisco de Toledo con l'intento di riunire e controllare, evangelizzandoli, gli Indio frazionati nel territorio, e stabilendo la sua prima base nella chiesa costruita a Yanque.
Per realizzare il loro scopo ordinarono la costruzione delle "reducciones", sorte di piccoli villaggi dove le case erano costruite una vicino all'altra formando blocchi rettangolari intorno alla piazza della chiesa: in tutto vennero costruite 24 reducciones che sono ora i 24 villaggi che sopravvivono nel Colca.
Esistevano gia' in quel periodo due differenti etnie: la quechua collagua, molto piu' numerosa e ricca, che occupava le terre migliori e la quechua cabana.
Ancora oggi questi due gruppi sono identificabili dal tipo di cappello portato dalle donne: le Cabanas indossano un cappello in feltro a falda con colorati ricami floreali che risaltano sul fondo scuro del feltro, mentre le Collaguas ne portano uno in cartapesta bianco, modello paglietta, con appuntata sui lati una coccarda se la donna e' sposata, due coccarde se la donna e' nubile: la coccarda simboleggia una rosa.
E' interessante sapere che in caso di matrimonio misto la sposa prende il costume dell'etnia del marito.
Da segnalare l'eleganza degli abiti delle donne, che rispecchiano la moda spagnola del XVI sec. L'abito e' composto da uno stretto giubbetto ricamato a vivaci colori, posto su una camicetta anch'essa sempre molto colorata e da due gonne sovrapposte lunghe sino ai piedi e con ricami ai bordi; delle due, la superiore rimane rialzata sul davanti sia per proteggerla durante il lavoro sia per mettere in risalto l'armonia dei colori. I bellissimi ricami multicolori che risaltano sui cappelli e sui bordi dei vestiti sono disegni stilizzati di fiori e di uccelli: simboli animisti di armonia e prosperita' ricordano i doni piu' cari della natura
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