10 febbraio 2012

Home > Guide

Perù di Massimo Bocale e Piera Borghetti
Sommario Notizie in breve Itinerari    
  Qualche numero   Inca breve storia   Valle del Colca Cuzco l'ombelico del mondo Paracas e Isole Ballestas
  Morfologia   Quechua ieri e oggi   Arequipa L'altopiano di Cuzco Lima
  Curiosità       Arequipa / Nazca La Valle Sagrado Percorso Lago Titicaca
          Nazca Machu Picchu Cuzco / Sicuani / Arequipa
          Nazca / Lima Cuzco / Sicuani / Lago Titicaca  

Arequipa - Nazca:

Partiamo da Arequipa con destinazione finale Lima, nel primo tratto si segue la strada 30A che scorre in una valle desertica fino a raggiungere il fiume Uchumayo, questo, da vita a una rigogliosa oasi verde coltivata in prevalenza ad aglio, cipolle e peperoncino che gli ha valso il nome di "fiume piccante".

Dopo 28 Km la strada si snoda in un territorio sempre piu' arido e pietroso; superiamo il santuario di Chapi che sorge nel luogo dove, pare, sia piu' volte apparsa la Madonna.

La sierra che attraversiamo ci colpisce perche' e' caratterizzata da massi lavici rosso-arancione che sembrano galleggiare sull'abbagliante sabbia bianca; questo panorama ci accompagnera' per altri dieci di Km fino a Cerro Verde e alla miniera a cielo aperto che sfrutta i giganteschi giacimenti di rame.

Dopo altri 39 Km raggiungiamo la "Panamericana" (1S), che percorreremo fino a Lima; superiamo la desertica pampa di Siguas, racchiusa tra il rio Vitor e il rio Sihuas; dove il verde delle oasi sembra dipingere delle pennellate di vita sulla tela di tanta aridita'.

Attraversate le pampa di Mayes e di Baya, iniziamo a scendere verso la costa del Pacifico e raggiungiamo la cittadina di Camana.

In questo ultimo tratto abbiamo incontrato e superato dei fitti banchi di nebbia, questo fenomeno atmosferico, anomalo nell'estate australe si ripete ormai puntualmente a causa del fenomeno climatico noto con il nome di "Nino".

La corrente calda del Nino, proveniente dal Golfo di Panama, si scontra con la corrente fredda di Humboldt. Di norma e' la corrente di Humboldt che ha il sopravvento sulla corrente calda, escluso il breve periodo di fine dicembre. Pero' per uno strano mistero della natura ciclicamente ogni sette anni il Nino devia la corrente fredda per un piu' lungo periodo portando catastrofici cambiamenti climatici e ambientali.

Il Peru' e in particolare la zona che stiamo visitando ad esempio ne hanno subito i nefasti influssi: oltre alla nebbia, abbiamo incontrato lungo la costa iperarida vari acquazzoni che hanno risvegliato una assopita vegetazione con la conseguente nascita di rari e insoliti fiori; per contro il "terribile bambino" provocando l'innalzamento della temperatura del mare con l'inevitabile spostamento dei banchi di pesce verso zone piu' fredde, sta causando lo sterminio di migliaia di animali per mancanza di cibo; lungo le sconfinate spiagge desertiche, che hannocaratterizzato il paesaggio per buona parte del nostro trasferimento, abbiamo visto, con grande tristezza, innumerevoli carcasse di otarie, cormorani e pellicani. Da Camana proseguiamo verso nord: l'asfalto corre alto sulla costa a picco sul mare e non ci sono guard-rail, in compenso nei tratti pericolosi sono decine le croci e le minuscole cappelle innalzate a ricordare le vittime della strada secondo una tipica usanza sudamericana.

Splendidi sono gli scorci di paesaggio che si presentano ogni qual volta si apre la nebbia che sale dal Pacifico, ai tratti desolati e aridi, si contrappongono piccole oasi sorte negli estuari dei fiumi. In queste vallate cosi' fertili, grazie al sole e all'acqua, primizie, alberi da frutto, olivi e viti crescono con facilita' e rendono quelle zone prospere.

Lungo la strada, all'altezza del villaggio di Ocona, veniamo condotti dal nostro compagno di viaggio ad un cimitero preincaico: si tratta di una necropoli molto estesa che, pero', purtroppo e' stata ripetutamente profanata dai tombaroli.

Siamo costretti a muoverci su un terreno sabbioso disseminato di ossa umane, tessuti e crani rotti: i tombaroli spaccano i crani per cercarvi le placche d'oro con cui i popoli preincaici otturavano i fori conseguenti alla trapanazione del cranio; abbiamo come l'impressione di turbare il riposo di questi morti e non resistiamo molto a lungo in un luogo cosi' desolato e angosciante.

Raggiungiamo Porto Inca, scenograficamente racchiuso in una piccola baia rocciosa, dominato dalle rovine dell'antico borgo sorto per il commercio via mare con le zone settentrionali del regno incaico. Questa parte della costa e' abbastanza suggestiva e di facile accesso al mare con un susseguirsi di piccole baie e tratti rocciosi.

Imboccando una deviazione non segnalata ci allontaniamo di qualche chilometro dalla panamericana fino a giungere "Sacaco"; la pista costeggia l'area protetta in cui sono stati rinvenuti numerosi reperti fossili molto ben conservati tra i quali gli scheletri di tre balene appartenenti ad una specie estinta della famiglia "balaenopteridae" che ha caratteristiche comuni con l'attuale cetaceo: i reperti risalgono al pliocene inferiore circa 3,8 milioni di anni fa.

Camminare in questa spiaggia pliocenica, ora distante circa 30 Km dal mare, e', per le migliaia di fossili che spuntano dal terreno: dai denti di pescecane, alle conchiglie, alle vertebre di balena e ai dischi intervertebrali, un'esperienza esaltante.

La zona e' protetta e sorvegliata dal personaggio che ha scoperto, segnalato e infine ha anche partecipato attivamente agli scavi; questi, gentilmente, ci ha accompagnato nella visita permettendoci anche di raccogliere qualche piccolo fossile come ricordo.

Lasciamo questa "miniera fossile" estremamente soddisfatti ed emozionati; e prima di arrivare a Nazca deviamo per il "cementerio" di Chaucilla, situato in una vasta area in pieno deserto: si tratta di un sito funerario dove si possono osservare numerose tombe a cielo aperto contenenti ancora le mummie, i frammenti di ossa e crani, i corredi funerari costituiti da vasellame, ciotole e tessuti risalenti al primo periodo nazca.

In mezzo a questa piana desertica, sotto un sole cocente, seguiamo un percorso segnalato con pietre che facilita la visita delle numerose tombe: le mummie si sono conservate in maniera quasi integrale per migliaia di anni grazie al clima molto secco; ci stupisce soprattutto il buono stato di conservazione dei capelli, che nelle donne raggiungevano delle lunghezze spropositate, anche due metri, ed ora sono posizionati in modo tale da farne risaltare la stupefacente particolarita'.

Di qui raggiungiamo Nazca, che si trova nel deserto compreso tra i fiumi Aja e Tierras Blancas, ad un'altitudine di circa 600 m. e passiamo in prossimita' del Cerro Blanco che con i suoi 2.078 m. e' la piu' alta duna delle Americh