05 febbraio 2012

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Perù
Argentina
India del Nord
India del Sud
di Massimo Bocale
e Piera Borghetti

di Alfonso V. Anania
e Antonella Corti

di Pierpaolo Di Nardo
di Pierpaolo Di Nardo


Nell'atmosfera rarefatta della Cordigliera svettano le imponenti pietre di Machu Picchu, di Ollantaytambo e di Sacsahuaman immerse in una natura selvaggia, aspra e inconsueta. E' veramente emozionante percorrere questi luoghi mitici creati dalla natura e voluti dall'uomo; essi sono un museo a cielo aperto, un patrimonio per l'intera umanita'.

In questo mondo incaico, si respira un'aria davvero particolare, misteriosa, lontana dal nostro tempo e dal nostro vivere; per gli occidentali e' un mondo inquietante, difficilmente decifrabile, ricco di suggestione, di cultura e civilta'.

In questa leggendaria avventura i quechua mantengono viva una miriade di riti e tradizioni che neppure la chiesa e' riuscita ad eliminare; qui convivono in modo magistrale Credo e paganesimo.

Ringraziamo i nostri amici grazie ai quali siamo riusciti a raccogliere parte delle informazioni che sono stati utili alla stesura di questo racconto.
Un mito, le sue storie di monaci e di sciamani,
i suoi infiniti panorami e il suo cielo luminoso.

Mentre l'erba può essere spazzata via dal vento, la terra resta.
Noi siamo terra.
(Ama Adbe, sopravvisuta a un campo di lavoro)

Questo è l'ombelico del cielo
questo è il sigillo della terra
questo è il cuore del mondo
recintato da nevi.
(anonimo poeta tibetano)

Un particolare ringraziamento agli amici:
Bruno Gaddi (Earth, Cultura e Avventura) e Renato Moro (Focus), alla guida e all' autista tibetani e a Pietro Dossena.

Avventurosi esploratori del deserto del Sahara, leggendari viaggiatori in cerca di popoli mitici
nell’Africa nera, Piccoli Principi a caccia di amici, da sempre ci raccontano il mal d’africa. Ma esiste un altro
male, un male buono, buonissimo. Un male buono che entra nell’anima e nel corpo e che non abbandona
mai. Un male buono che illumina e riappacifica. Un male buono che diventa parte di chi si avvicina all’India.

Come raccontare il Mal d’India? Il Mal d’India è lì, all’aeroporto, appena arrivi. Non lo vedi ma c’è. Il Mal d’India
si annida fin dal primo giorno in cui ci metti piede in India, tra le case di Delhi o di Mumbai. Il Mal d’India è
nell’aria pesante… monsonica… solida. È nel profumo inebriante di terra spezie uomini. Nelle luci, nei colori,
nelle ombre che nascondono e schiudono…

“Non si viaggia in India per visitare monumenti, musei, templi e monasteri. Non si viaggia in India per attraversare paesaggi. Non soltanto. In India si viaggia per conoscere mondi interiori; nelle paludi della mente, nei labirinti senza bussola che ci portiamo dentro. Si viaggia in India per fare un viaggio dentro di se. Un viaggio che non si vede con gli occhi ma si sente con lo stomaco e il cuore. Perché l’India non si vede: l’India si sente”.

“Il viaggio è un linguaggio universale; è un modo per capire il mondo. Viaggiare è accettare di svincolarsi da tutto. Accettare di non saper comunicare che a gesti; accettare di trovarsi a mangiare cose che non avremmo mai pensato di mangiare; partecipare ad eventi imprevisti e inimmaginabili… Viaggiare in India è darsi una occasione, almeno una volta nella vita: l’occasione che ti cambia la vita!”.



Perù
Tibet
Patagonia
Myanmar
di Massimo Bocale
e Piera Borghetti

di Massimo Bocale
e Piera Borghetti

di Antonio Soto de Gil
di Claudio Bussolino
e Simone Sturla


Vivere veramente un paese vuol dire, oltre a osservare gli aspetti esteriori, conoscerne le caratteristiche naturalistiche, la storia, i costumi e i fattori che li hanno influenzati e portati ad essere ciò che sono: solo così lo sguardo che stenderemo su quel paese e i suoi abitanti sarà uno sguardo veramente capace di farci capire e condividere la sua realtà. Non si tratta però di una conoscenza legata solamente ad aspetti nozionistici, il vero piacere consiste in una fruizione sul campo di queste conoscenze, a discapito magari di qualche comodità.......... Dall'estremo nord, al confine della Bolivia, fino alla Tierra del Fuego, la guida descrive il paese in tutta la sua lunghezza segnando il confine con il Cile ed esibendo una varietà di paesaggi unica al mondo, dagli altopiani desertici del nord-ovest e del Cuyo (regione dei deserti in lingua indigena), dove vulcani più o meno quiescenti sfumano con le pendici nell'immacolato riverbero di immensi salar o nelle acque cristalline di lagune colorate di rosa dalle piume dei fenicotteri, con valli, canyon e montagne dagli incredibili colori, fino alle regione dei laghi, dei boschi, dei ghiacciai della Patagonia...............

Nonostante il crescente af?usso turistico, il paesaggio e la natura sono di poco cambiati dall'epoca delle prime esplorazioni e da quando Darwin visitò le regioni meridionali di Cile e Argentina nel viaggio sulla Beagle, ed ancora oggi in queste terre estreme ai con?ni del mondo si può assaporare il piacere dell'avventura e della scoperta.......................

Senza proporvi di esporvi a rischi inutili, vi segnaleremo quelle aree dove sia possibile visitare realtà autentiche ed uniche, magari al prezzo di qualche disagio. L’esperienza vi permetterà di conoscere quelle zone d’ombra raramente proposte al turista, ma che daranno la possibilità al viaggiatore di percepire a tutto tondo il corpo – e l’anima – dei popoli che compongono questo paese, uno dei più genuini e toccanti del sudest asiatico........